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Emilia-Romagna · Una giornata fuori porta

Ferrara sulle mie ruote

Una giornata tra piazze, strade medievali e meraviglie del Rinascimento, nella città delle biciclette.

  • Visita di sabato 17 ottobre 2026
  • Ferrara, Emilia-Romagna
    Anna sul suo Triride al centro della Rotonda Foschini: le pareti color arancio con le finestre salgono verso un’apertura ovale sul cielo azzurro.
    Con il mio Triride nella Rotonda Foschini.

    Ferrara è una città da scoprire con calma, tra piazze, palazzi e strade che conservano ancora il fascino del Rinascimento. Fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO insieme al suo Delta del Po, anche perché conserva quasi intatto il disegno della città pensata nel Rinascimento: una città ordinata e armoniosa, la cosiddetta «città ideale».

    È anche la città delle biciclette, e passeggiando si capisce subito perché: biciclette ovunque e tanti percorsi ciclabili. Anche per me, in carrozzina con il Triride All Road, è stata piacevole da esplorare, con un centro che nella nostra esperienza si è rivelato molto accessibile.

    La partenza e il parcheggio

    Siamo partiti alle 8:30 da San Giovanni Valdarno e, arrivati a Ferrara, abbiamo lasciato l’auto al parcheggio Rampari di San Rocco.

    Accessibilità · Il parcheggio

    Ho scelto questo parcheggio perché si trova appena fuori dalla ZTL e costa soltanto 2 euro per tutta la giornata. Non avendo informazioni certe sull’eventuale gratuità della sosta per chi espone il contrassegno disabili, e considerata la cifra davvero contenuta, ho preferito pagare i due euro e godermi la visita senza pensieri. Da qui abbiamo proseguito verso il centro in carrozzina con il Triride.

    È iniziata così la nostra giornata alla scoperta di Ferrara, con una visita guidata a Palazzo Schifanoia prenotata per le 16:00.

    Piazza Trento e Trieste e la Cattedrale

    Dal parcheggio abbiamo seguito la comoda pista ciclabile fino a raggiungere Piazza Trento e Trieste, uno degli spazi più rappresentativi di Ferrara. Tra la Cattedrale di San Giorgio e i palazzi storici, ci siamo ritrovati nel cuore della città.

    La facciata in marmo chiaro della Cattedrale di San Giorgio, con le logge ad archi e il campanile sulla destra; in piazza passeggiano molte persone.
    La Cattedrale di San Giorgio, nel cuore di Ferrara.

    Abbiamo ammirato la Cattedrale dall’esterno, soffermandoci anche sulla Loggia dei Merciai, che corre lungo il fianco della chiesa affacciato sulla piazza. Le botteghe addossate alla Cattedrale raccontano una Ferrara in cui la vita quotidiana e quella religiosa si sono intrecciate per secoli.

    Il fianco della Cattedrale con le file di archetti e, sotto, il porticato con le botteghe della Loggia dei Merciai; in fondo una torre merlata.
    La Loggia dei Merciai lungo il fianco della Cattedrale.

    Piazza Municipale e l’antica residenza ducale

    Abbiamo poi raggiunto Piazza Municipale, l’antica corte del Palazzo Ducale, oggi Palazzo Municipale. Attraversando il Volto del Cavallo si entra in uno spazio raccolto, diverso dall’ampiezza della piazza della Cattedrale.

    Selfie dal basso di Anna e del suo accompagnatore con gli occhiali da sole, sotto l’arco del Volto del Cavallo; accanto, una statua equestre su una colonna e il cielo azzurro.
    Una foto insieme al Volto del Cavallo.

    Qui abbiamo osservato lo Scalone monumentale, che con le sue forme eleganti richiama il passato di Ferrara come città degli Estensi. Anche senza visitare gli interni, questa tappa permette di cogliere il legame tra i palazzi del centro e la storia della corte.

    Anna sul suo Triride in Piazza Municipale, davanti al palazzo giallo con lo Scalone monumentale dalla balaustra bianca e la piccola cupola.
    In Piazza Municipale, davanti allo Scalone monumentale.

    Il Castello Estense e la Rotonda Foschini

    La mattinata è proseguita verso il Castello Estense. Lo abbiamo ammirato dall’esterno: le torri, il fossato e i ponti levatoi ne fanno una presenza inconfondibile nel centro della città.

    Anna e il suo accompagnatore sorridono in un selfie davanti al Castello Estense, con la torre dell’orologio e le colonne di pietra all’ingresso.
    Una foto insieme davanti al Castello Estense.

    Il castello fu costruito nel 1385 per volontà di Niccolò II d’Este, dopo una violenta rivolta popolare provocata dalle tasse. Doveva offrire alla famiglia e alla corte un rifugio sicuro in caso di nuove sommosse e rafforzare il controllo sulla città. Il fossato, le torri e i ponti levatoi raccontano ancora questa originaria funzione difensiva.

    Le alte mura in mattoni del Castello Estense sopra l’acqua verde del fossato; in alto, piccola tra le arcate, Anna si affaccia da un ponte.
    Tra i mattoni del Castello Estense, affacciata sul fossato.

    Ci siamo soffermati anche alla Rotonda Foschini, lo spazio ovale del Teatro Comunale. Una tappa breve, da osservare anche alzando lo sguardo, per apprezzare le linee dell’architettura.

    Anna sul suo Triride al centro della Rotonda Foschini, circondata dalle pareti color arancio con le finestre.
    Con il mio Triride nella Rotonda Foschini.
    Il cielo azzurro con qualche nuvola, incorniciato dall’apertura ovale della Rotonda Foschini vista dal basso.
    Alzando lo sguardo: il cielo incorniciato dalla Rotonda Foschini.

    Accessibilità · La passeggiata in centro

    Dal parcheggio al centro storico abbiamo percorso una comoda pista ciclabile. Una volta in centro, la passeggiata in carrozzina con il Triride è stata piacevole e senza difficoltà, agevolata anche dalla limitazione della circolazione ai soli mezzi autorizzati.

    La pausa pranzo da Cusina e Butega

    Per pranzo ci siamo fermati da Cusina e Butega, dove abbiamo assaggiato alcune specialità della cucina ferrarese: degli ottimi cappellacci di zucca con ragù a taglio di coltello e la salamina da sugo con purè di patate. Una pausa gustosa, dedicata ai sapori del territorio, prima di riprendere la nostra passeggiata.

    Il tavolo all’aperto sotto gli ombrelloni: l’accompagnatore di Anna in primo piano, Anna seduta di fronte e, sullo sfondo, una strada del centro con un arco merlato.
    La nostra pausa pranzo da Cusina e Butega.
    Una padella di cappellacci di zucca con il ragù, accanto a un cestino di pane ferrarese e a una ciotola di formaggio grattugiato.
    I cappellacci di zucca con ragù a taglio di coltello, accompagnati dal pane ferrarese.
    Un piatto bianco con il purè di patate e, sopra, la salamina da sugo sbriciolata.
    La salamina da sugo con purè di patate.
    Anna sorridente a tavola mostra una Coppia Ferrarese, il pane a forma di croce con le punte ritorte.
    La Coppia Ferrarese, il caratteristico pane della città.

    Il pane tipico è la Coppia Ferrarese, in dialetto ciopa o ciupeta, riconosciuta IGP dal 2001. Secondo una leggenda, la sua forma ritorta sarebbe un omaggio ai biondi boccoli di Lucrezia Borgia, moglie di Alfonso I d’Este. Una curiosità che porta un po’ della storia e del fascino della corte estense anche sulla tavola.

    Accessibilità · Il bagno del ristorante

    Da Cusina e Butega ho verificato personalmente la presenza di un bagno accessibile.

    Via delle Volte, nella Ferrara medievale

    Nel pomeriggio abbiamo percorso Via delle Volte, una delle strade più suggestive della città. Gli archi e i passaggi sopraelevati in mattoni collegano gli edifici e creano una successione di scorci che invita a fermarsi a guardare e a fotografare.

    Via delle Volte: una strada stretta in ciottoli che passa sotto una serie di archi in mattoni.
    Gli archi di Via delle Volte e la pavimentazione in ciottoli.
    Un grande arco in mattoni con il soffitto a travi di legno sopra Via delle Volte; in alto una finestra con le persiane, sotto la strada in ciottoli.
    Uno scorcio tra i passaggi sopraelevati di Via delle Volte.

    Qui Ferrara cambia volto: dalle grandi piazze si passa a una dimensione più raccolta, tra muri in laterizio e una pavimentazione in pietre dal fondo irregolare.

    Accessibilità · Le pietre di Via delle Volte

    La pavimentazione presenta pietre e irregolarità. Con il mio Triride All Road non ho incontrato difficoltà nel tratto percorso. È un’esperienza riferita al mio ausilio: con una carrozzina manuale o ruote anteriori piccole la sensazione e l’impegno possono essere diversi.

    Santa Maria in Vado, una sosta dall’esterno

    Prima di raggiungere Palazzo Schifanoia siamo passati dalla Basilica di Santa Maria in Vado, soffermandoci a osservarla dall’esterno. Una breve sosta lungo il nostro percorso verso Palazzo Schifanoia.

    Palazzo Schifanoia e il Salone dei Mesi

    Ho scelto di visitare Palazzo Schifanoia anche perché il percorso di visita è interamente accessibile. Per il pomeriggio avevamo prenotato la visita guidata delle 16:00, prevedendo di presentarci entro le 15:45 per avere un po’ di margine prima dell’inizio.

    Il nome Schifanoia deriva dall’espressione «schivar la noia»: il palazzo era una delle cosiddette delizie estensi, residenze dedicate allo svago e alla rappresentanza, dove la corte poteva allontanarsi dagli impegni quotidiani del governo e dedicarsi agli intrattenimenti e alla cultura.

    Il palazzo racconta la Ferrara degli Estensi attraverso ambienti e opere legati alla vita della corte. Il suo spazio più celebre è il Salone dei Mesi, con gli affreschi rinascimentali organizzati in tre fasce: in alto le divinità e i loro trionfi, al centro i segni zodiacali con figure astrologiche, in basso Borso d’Este e le scene della vita di corte. Un racconto che lega il trascorrere dell’anno al mondo celeste e celebra il governo del signore di Ferrara.

    Una parete del Salone dei Mesi affrescata in tre fasce: in alto cortei e carri, al centro figure dello zodiaco su fondo blu, in basso scene di corte con cavalli e cavalieri.
    Gli affreschi del Salone dei Mesi: divinità, segni zodiacali e scene della corte estense.

    Nel dettaglio del mese di Aprile, dipinto da Francesco del Cossa, Borso d’Este è raffigurato mentre offre una moneta al buffone di corte Scocola, che gli sta davanti, di spalle. Borso si riconosce per il ricco abito dorato e il copricapo, tra i cortigiani e i cani da caccia. Un piccolo episodio della vita di corte che contribuisce a presentare il signore di Ferrara come un governante generoso.

    Durante la visita, la guida ci ha raccontato anche una lettura più personale della scena: i cortigiani intorno a Borso sarebbero stati suoi spasimanti e l’uomo in primo piano il suo favorito. Una curiosità ascoltata durante la spiegazione, che ci ha fatto osservare con maggiore attenzione i personaggi dipinti.

    Particolare dell’affresco del mese di Aprile: un gruppo di cortigiani in abiti rinascimentali dai colori vivaci, tra cui Borso d’Este nell’abito dorato, con un cane ai loro piedi.
    Borso d’Este offre una moneta al buffone Scocola: particolare del mese di Aprile, di Francesco del Cossa.

    La visita guidata ci ha accompagnati alla scoperta di questo patrimonio, tra immagini ricche di dettagli e significati che meritano tempo e attenzione.

    Nella vicina Sala delle Virtù lo sguardo sale al soffitto a cassettoni, riccamente decorato con stucchi dorati e dipinti, opera quattrocentesca di Domenico di Paris. Tra motivi ornamentali e simboli estensi, la decorazione prosegue nella fascia alta delle pareti con le figure delle Virtù: un richiamo alle qualità ideali del buon governante.

    Il soffitto a cassettoni della Sala delle Virtù, con ottagoni dorati su fondo blu e rosso; sotto, la fascia alta delle pareti con stucchi, angioletti e figure.
    Il soffitto dorato e dipinto della Sala delle Virtù, con le decorazioni di Domenico di Paris.

    Accessibilità · Il percorso di visita

    Abbiamo visitato il piano terra e poi raggiunto comodamente il primo piano con l’ascensore. Per entrare in ascensore, per motivi di spazio, è necessario sganciare il Triride: si può lasciare nella sala della biglietteria e recuperare al termine della visita. Ho verificato personalmente anche la presenza di un bagno accessibile.

    Da sapere prima di andare

    Prenotazioni e biglietti: per la nostra visita abbiamo prenotato sia l’ingresso al palazzo sia la visita guidata. Il biglietto d’ingresso è gratuito per la persona con disabilità e per l’accompagnatore; la visita guidata è invece a pagamento e si paga separatamente.

    Il mio «senza sorprese»

    Le informazioni da ricordare, raccolte qui per ritrovarle facilmente.

    Voti e note sull’accessibilità della giornata a Ferrara
    VoceVotoDa sapere prima
    Percorso per raggiungere il centro storico e al suo interno 5 su 5 Comoda pista ciclabile dal parcheggio al centro; in centro la circolazione è limitata ai soli mezzi autorizzati.
    Accessibilità del Castello Estense 4 su 5 Non interamente accessibile. Lo abbiamo ammirato dall’esterno.
    Accessibilità di Palazzo Schifanoia 5 su 5 Ascensore tra i piani, da usare sganciando il Triride; bagno accessibile.
    Accessibilità del ristorante Cusina e Butega 5 su 5 Bagno accessibile, verificato personalmente.
    Specialità ferraresi c/o Cusina e Butega 5 su 5 Cappellacci di zucca con ragù a taglio di coltello e salamina da sugo con purè di patate.

    Cose da ricordare

    • Parcheggio utilizzato: Rampari di San Rocco, appena fuori dalla ZTL; 2 euro per tutta la giornata. Eventuale gratuità con contrassegno disabili non verificata.
    • Muoversi in centro: una comoda pista ciclabile collega il parcheggio al centro storico. Nel centro, dove la circolazione è limitata ai mezzi autorizzati, la passeggiata in carrozzina con il Triride è stata piacevole e senza difficoltà.
    • Via delle Volte: fondo in pietre e irregolare; nessuna difficoltà con il mio Triride All Road nel tratto percorso.
    • Palazzo Schifanoia: percorso interamente accessibile, con piano terra e primo piano collegati da ascensore. Per utilizzare l’ascensore occorre sganciare il Triride, che si può lasciare nella sala della biglietteria e riprendere a fine visita.
    • Prenotazioni a Palazzo Schifanoia: vanno prenotati sia l’ingresso sia la visita guidata. Nella nostra esperienza, l’ingresso è gratuito per la persona con disabilità e l’accompagnatore; la visita guidata si paga a parte.
    • Bagni accessibili verificati personalmente: ristorante Cusina e Butega e Palazzo Schifanoia.

    I bagni accessibili incontrati

    • Cusina e Butega Bagno accessibile, verificato personalmente.
    • Palazzo Schifanoia Bagno accessibile, verificato personalmente.

    Esperienza complessiva

    5 cuori su 5

    Esperienza del 17 ottobre 2026. Le indicazioni sull’accessibilità si riferiscono al percorso effettuato in carrozzina con Triride All Road e alle verifiche personali riportate nel racconto. Condizioni dei luoghi e servizi possono cambiare nel tempo.