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Stati Uniti e Caraibi · Grandi viaggi

Miami e i Caraibi sulle mie ruote

Qualche giorno a Miami e una crociera nei Caraibi a bordo di MSC World America.

  • Dal 21 aprile al 3 maggio 2026
  • 4 notti a Miami · una settimana in crociera
  • Florida · Honduras · Messico · Bahamas
    Anna, con cappello rosa e occhiali da sole, e il suo accompagnatore, con berretto bianco e polo arancione, sorridono in un selfie davanti a un grande murale dai colori accesi.
    Tra i coloratissimi murales di Wynwood, a Miami.

    Questa volta le mie ruote attraversano l’oceano. Ci aspettano quattro notti a Miami e poi una settimana a bordo di MSC World America, tra Roatán, Costa Maya, Cozumel e Ocean Cay, alle Bahamas.

    Giorno 1 Martedì 21 aprileDa Roma a Miami

    Il nostro viaggio comincia all’aeroporto di Roma Fiumicino, con il volo diretto per Miami. Per chi viaggia in carrozzina, anche la partenza merita di essere raccontata: l’assistenza, i trasferimenti e il trasporto degli ausili fanno parte dell’esperienza.

    L’assistenza in aereo e il Triride

    Per me abbiamo scelto l’assistenza WCHC, destinata ai passeggeri che non possono camminare e necessitano di assistenza completa, compreso l’aiuto nei trasferimenti fino al proprio posto in aereo.

    Accessibilità · Assistenza in volo

    L’assistenza prosegue anche durante il volo e comprende l’aiuto per raggiungere il bagno, utilizzando la sedia a ruote di bordo. Un servizio importante quando si affronta un viaggio lungo come quello da Roma a Miami. L’accompagnamento fino alla toilette non comprende però il sollevamento del passeggero o l’assistenza personale al suo interno, per i quali occorre un accompagnatore.

    Ho portato con me anche il Triride, per utilizzarlo con la mia carrozzina durante il viaggio.

    Accessibilità · Triride e batteria

    Al check-in ci hanno chiesto di staccare la batteria dal Triride: la batteria è stata portata in cabina, mentre il Triride è stato sistemato nella stiva.

    Il mio consiglio è di etichettare tutto ciò che portiamo in aereo con nome, indirizzo e numero di telefono, soprattutto gli ausili e i componenti che possono essere separati: carrozzina, Triride, batteria e anche l’eventuale tavoletta di trasferimento. Un’accortezza semplice, ma utile durante l’imbarco e la riconsegna.

    L’arrivo e il ritiro dell’auto

    Una volta atterrati a Miami, abbiamo raggiunto il punto di noleggio vicino all’aeroporto e ritirato la macchina. Da lì siamo partiti verso il nostro albergo, il Pestana Miami South Beach.

    Accessibilità · Auto a noleggio

    Noleggiare un’auto mi ha lasciata libera di organizzare le escursioni, scegliendo dove andare e quando fermarmi. Con la tavoletta di trasferimento, che utilizzo per passare dalla carrozzina al sedile, posso spostarmi in macchina e raggiungere i luoghi che desidero visitare.

    Durante il soggiorno abbiamo trovato facile e agevole girare per Miami in auto.

    Da sapere prima di andare

    I parcheggi sono comodi, anche se davvero carissimi: una spesa da mettere in conto quando si organizza il viaggio.

    Non ho utilizzato il mio contrassegno italiano per disabili perché non conoscevo bene le regole locali e non volevo rischiare multe che avrebbero potuto complicare il viaggio.

    Ho scoperto successivamente che in Florida il contrassegno straniero valido, con il simbolo internazionale della carrozzina, è riconosciuto per utilizzare i posti riservati. La gratuità della sosta segue invece regole diverse a seconda del parcheggio. Un’informazione che avrei voluto conoscere prima della partenza.

    Il nostro albergo: Pestana Miami South Beach

    Arrivati al Pestana, abbiamo sistemato i bagagli e ci siamo sistemati nella camera.

    Accessibilità · Hotel

    Ho verificato personalmente le dotazioni accessibili dell’albergo: una piattaforma elevatrice per raggiungere il piano e un bagno della camera con WC adattato e doccia a filo pavimento.

    C’è anche una bellissima piscina all’aperto con una sedia sollevatore per entrare in acqua. Per me sono dettagli importanti, perché accessibilità significa poter vivere anche gli spazi e i momenti di relax della vacanza.

    La prima sera a Española Way

    Sistemati i bagagli, siamo usciti per una passeggiata, lasciando la macchina in albergo. Il Pestana è centrale e ci ha permesso di raggiungere il cuore di South Beach a piedi e con la mia carrozzina.

    Per la cena avevo programmato di andare a Española Way, una piccola via pedonale dall’atmosfera mediterranea. Gli edifici dai colori caldi, le palme e i tavolini all’aperto ricordano un piccolo borgo spagnolo, nel cuore di Miami Beach.

    Di sera è particolarmente suggestiva: fili di luci illuminano la strada, i locali si animano e le persone passeggiano tra i ristoranti. L’abbiamo trovata molto vivace e luminosa, una bella cornice per la nostra prima cena a Miami.

    Una scultura argentata con la scritta «Española Way, Miami Beach», tra palme, insegne e locali illuminati di sera.
    Española Way illuminata, durante la nostra prima sera a Miami.

    Dopo cena siamo rientrati in albergo. Tra il volo, il ritiro della macchina e la prima passeggiata, era stata una giornata lunga: era arrivato il momento di riposare, prima di cominciare a scoprire Miami.

    Giorno 2 Mercoledì 22 aprileL’oceano, i colori di Wynwood e una serata a Little Havana

    Colazione da Rosetta Bakery

    La nostra prima giornata intera a Miami comincia con la colazione da Rosetta Bakery, una bakery di tradizione italiana dove ritroviamo un piccolo angolo di casa anche dall’altra parte dell’oceano. Abbiamo preso due ottimi cappuccini e due maxi croissant ripieni: una piacevole e golosa tappa prima di partire alla scoperta di South Beach.

    Due cappuccini e due grandi croissant ripieni spolverati di zucchero, su un vassoio di legno.
    La nostra colazione da Rosetta Bakery: due ottimi cappuccini e due maxi croissant ripieni.

    La passeggiata lungo l’oceano

    Ci dirigiamo verso il Beach Boardwalk, la passeggiata sul lungomare, chiamata anche Beachwalk. Da qui ci godiamo splendide viste sull’oceano, tra la spiaggia e le palme.

    Sulla sabbia spiccano le iconiche torrette dei bagnini, con i loro colori e le forme particolari: una delle immagini più riconoscibili di Miami Beach. Vederle dal vivo, con l’oceano sullo sfondo, ci fa sentire davvero dentro il viaggio.

    L’accompagnatore di Anna in primo piano sulla spiaggia; alle sue spalle una torretta dei bagnini rosa, gialla e verde.
    Un ricordo sulla spiaggia, davanti alla torretta rosa di Miami Beach.
    Una torretta dei bagnini arancione e gialla con la scritta «Miami Beach», davanti all’oceano mosso.
    Una delle colorate torrette dei bagnini di Miami Beach.
    Una torretta dei bagnini verde e gialla sulla sabbia, con il mare turchese alle spalle.
    La torretta verde affacciata sulla spiaggia di South Beach.
    Anna e il suo accompagnatore sorridono in un selfie sulla spiaggia, sotto un cielo pieno di nuvole.
    Noi sulla spiaggia di Miami Beach.

    Ocean Drive e la casa di Versace

    Proseguiamo verso Ocean Drive, tra i luoghi simbolo di South Beach. Gli alberghi in stile Art Déco, le facciate colorate e i locali affacciati sulla strada compongono quella Miami che abbiamo visto tante volte nelle fotografie e nei film.

    Una fila di palme davanti agli alberghi Art Déco color pastello di Ocean Drive.
    Palme e facciate Art Déco lungo Ocean Drive.
    Anna seduta su una panchina davanti alla facciata azzurra del Colony Hotel, con la grande insegna verticale.
    Il Colony Hotel, tra gli edifici Art Déco di Ocean Drive.

    Lungo il percorso troviamo anche la casa di Gianni Versace, Casa Casuarina, con il suo ingresso inconfondibile. Una tappa che richiama l’attenzione durante la nostra passeggiata lungo questa celebre via.

    La villa chiara in stile mediterraneo di Casa Casuarina, tra le palme, vista dall’altro lato della strada.
    Casa Casuarina, la casa di Gianni Versace su Ocean Drive.

    South Pointe Park e il pontile

    Raggiungiamo poi South Pointe Park, all’estremità meridionale di Miami Beach. Qui gli spazi verdi si aprono sul mare e la passeggiata ci porta verso il South Pointe Pier, il pontile proteso sull’oceano.

    È un bel punto da cui ammirare la costa e la lunga spiaggia di South Beach, con una prospettiva diversa rispetto a quella della mattina.

    Una torretta dei bagnini a righe bianche e rosse e un pick-up «Ocean Rescue» fermi sulla sabbia, davanti al mare.
    La torretta a righe e il mezzo Ocean Rescue sulla spiaggia di South Beach.

    Per pranzo ci fermiamo a mangiare qualcosa di veloce, concedendoci una breve pausa prima di continuare la giornata.

    Il pomeriggio a Wynwood Walls

    Torniamo in albergo e prendiamo la macchina dal parcheggio per andare a visitare Wynwood Walls. Nei paraggi troviamo un parcheggio comodo.

    Dall’oceano passiamo a una Miami completamente diversa, fatta di arte urbana e grandi pareti dipinte. Wynwood Walls è un museo di street art all’aperto, nato nel 2009, dove artisti internazionali hanno trasformato i muri in opere da osservare una dopo l’altra.

    Tra figure, geometrie e colori intensi, ogni murale ha un linguaggio diverso. È una visita che invita a fermarsi sui dettagli e che aggiunge un altro volto alla nostra scoperta di Miami.

    Anna e il suo accompagnatore, con i cappelli, in un selfie davanti a un grande murale dai colori accesi.
    Tra i colori e i murales di Wynwood.

    La serata a Little Havana

    Per la sera ci spostiamo a Little Havana, il cuore della cultura cubana di Miami. Troviamo un parcheggio a pagamento nei paraggi, abbastanza caro ma comodo, e cominciamo la nostra passeggiata.

    Lungo Calle Ocho, la strada più conosciuta del quartiere, si susseguono botteghe di sigari, piccoli negozi, caffetterie e locali. Le insegne, i colori e la musica raccontano il legame con Cuba e danno alla passeggiata un’atmosfera diversa da quella di South Beach.

    Tra le curiosità della passeggiata ci sono anche i galli e le galline che incontriamo lungo la strada. La loro presenza è legata alla tradizione di allevare pollame nei cortili delle famiglie, anche di origine cubana e latinoamericana. Nel tempo alcuni animali hanno iniziato a vivere e riprodursi liberamente nel quartiere, diventando una presenza caratteristica di Little Havana. Li vediamo camminare vicino ai marciapiedi e alle auto parcheggiate, come piccoli abitanti del quartiere. Ci fermiamo a osservarli e a fotografare un gallo dalle piume rosse, dorate e scure: un dettaglio insolito e simpatico che aggiunge carattere alla nostra visita di Little Havana.

    Un gallo e tre galline attraversano la strada accanto a un marciapiede.
    Galli e galline a passeggio lungo la strada di Little Havana.
    Un gallo dalle piume rosse, dorate e scure, visto da vicino.
    Uno dei galli incontrati durante la nostra passeggiata a Little Havana.
    Anna e il suo accompagnatore davanti a un grande murale con la scritta colorata «Little Havana».
    Una foto davanti al murale Havana, a Little Havana.
    Una grande statua di gallo dipinta a colori vivaci su un marciapiede a mosaico, davanti alle insegne di una bottega di sigari.
    Le insegne e i colori di Calle Ocho, a Little Havana.

    Passiamo anche dal caratteristico ritrovo dei giocatori, il Máximo Gómez Park, conosciuto come Domino Park: un luogo d’incontro del quartiere, famoso per le partite a domino e per le chiacchiere attorno ai tavoli.

    Cena e musica da Old’s Havana

    Per cena scegliamo Old’s Havana Cuban Bar & Cocina, su Calle Ocho. Gli arredi dal gusto rétro e la musica ci accompagnano in una serata dal sapore cubano.

    Cominciamo con un mojito, poi ci godiamo la cena tipica e la musica. Dopo l’oceano della mattina e i murales del pomeriggio, Little Havana ci regala un’altra immagine di Miami, fatta di sapori e ritmi.

    Due cocktail con foglie di menta e cannuccia su un tavolino, accanto al menu delle bevande del locale.
    I nostri cocktail da Old’s Havana Cuban Bar & Cocina.

    Giorno 3 Giovedì 23 aprileLe Everglades, Bayside e Miami di sera

    Il terzo giorno partiamo da Miami con la nostra macchina a noleggio per raggiungere Shark Valley, nel Parco nazionale delle Everglades. Il paesaggio cambia completamente: gli edifici e le strade della città lasciano spazio a una vasta distesa di acqua e vegetazione.

    Lasciamo l’auto nel parcheggio e partecipiamo a una visita guidata a bordo di un tram panoramico coperto da un tetto e aperto sui lati, che permette di osservare il paesaggio e gli animali lungo il percorso.

    Accessibilità · Tram

    Accessibilità del tram — verificata personalmente

    Il personale rimuove alcuni sedili per fare spazio alla carrozzina. Si sale tramite una rampa e la carrozzina viene agganciata e fissata in sicurezza. Ho potuto partecipare alla visita restando sulla mia carrozzina, senza dovermi trasferire su un altro sedile.

    Un addetto aiuta Anna a salire con la carrozzina sul tram, lungo una rampa metallica.
    La salita sul tram di Shark Valley con la carrozzina e l’aiuto del personale.
    Anna, con cappello rosa, seduta sulla sua carrozzina a bordo del tram aperto; accanto scorrono la strada e la prateria.
    La visita delle Everglades restando sulla mia carrozzina, fissata a bordo del tram.

    Ho preferito questa proposta alle tipiche escursioni in airboat, le imbarcazioni con la grande elica sul retro. Cercavo una visita più completa, con le spiegazioni della guida e la possibilità di raggiungere il punto panoramico.

    Il tour guidato nella natura

    Il tram percorre un anello di circa 24 chilometri, tra praterie palustri e canali. Durante il tragitto, la guida racconta questo particolare ecosistema e aiuta a riconoscere gli animali che lo abitano, a cominciare dagli alligatori.

    La guida, con il microfono, mostra ai passeggeri del tram un’illustrazione di un alligatore.
    Le spiegazioni della guida durante il tour di Shark Valley.
    Anna sorridente con il cappello rosa, riflessa nello specchio del tram insieme agli altri passeggeri.
    Un ricordo del nostro tour a bordo del tram.
    Alcuni alligatori distesi sulla riva di un canale, tra erba e rocce chiare.
    Gli alligatori tra i canali e la vegetazione di Shark Valley.

    Accessibilità · Bagno

    Bagni accessibili alla partenza

    Presso lo Shark Valley Visitor Center, nell’area da cui parte il tram, sono presenti servizi igienici accessibili.

    La torre di osservazione

    A metà percorso ci fermiamo alla Shark Valley Observation Tower, la torre panoramica dalla quale si ammira l’estensione delle Everglades.

    Dall’alto, acqua e vegetazione sembrano allargarsi senza fine. È una prospettiva che aiuta a comprendere questo paesaggio, spesso descritto come un grande “fiume d’erba”.

    La torre di osservazione in cemento e la sua lunga rampa, sopra la vegetazione.
    La torre panoramica di Shark Valley vista dal percorso.
    Anna affacciata al parapetto della torre; sotto di lei un canale, la vegetazione e la prateria fino all’orizzonte.
    Il panorama delle Everglades dalla torre di osservazione.
    La rampa in cemento che sale a spirale tra gli alberi, vista dall’alto.
    La rampa che permette di raggiungere la torre panoramica di Shark Valley.

    Accessibilità · Rampa

    Accessibilità della torre

    Il punto panoramico è raggiungibile in carrozzina attraverso una rampa: ho potuto vivere anche questa parte della visita. La salita presenta una pendenza da considerare e, in base alle proprie esigenze, può essere necessario l’aiuto di un accompagnatore.

    La visita continua sui percorsi pedonali

    Una volta scesi dal tram, si può continuare a esplorare l’area attraverso i percorsi pedonali, osservando con più calma il paesaggio.

    Un alligatore immobile nell’acqua bassa, accanto a una riva rocciosa.
    Un alligatore osservato durante la visita alle Everglades.
    L’accompagnatore di Anna accovacciato sull’erba; alle sue spalle, vicino all’acqua, si intravede un alligatore.
    Un ricordo della passeggiata nella natura di Shark Valley.

    Accessibilità · Percorsi

    Percorsi accessibili

    La strada principale del circuito è asfaltata e pianeggiante. Nei pressi del centro visitatori si trova anche il Bobcat Boardwalk, una passerella accessibile che permette di proseguire la scoperta delle Everglades. Non tutti i sentieri dell’area hanno però le stesse caratteristiche.

    Ingresso e visita guidata

    L’ingresso al parco con accesso al parcheggio costa 35 dollari per auto, più 100 dollari a persona dai 16 anni per i visitatori non residenti negli Stati Uniti. Il supplemento non si applica a chi entra con un abbonamento ai parchi riconosciuto che lo copre, come l’America the Beautiful.

    La visita guidata in tram si paga separatamente: 36 dollari per adulto, oppure 27 dollari dai 62 anni.

    I prezzi sono abbastanza alti, ma per me ne vale la pena.

    Una sosta a Bayside Marketplace

    Riprendiamo la macchina e, sulla strada del rientro, ci fermiamo per una merenda-cena a Bayside Marketplace, il centro commerciale all’aperto affacciato sulla baia di Biscayne, nel cuore di Downtown Miami.

    Negozi e ristoranti si raccolgono attorno al porticciolo, tra barche ormeggiate, palme e scorci sull’acqua. Accanto alla baia svetta la grande ruota panoramica Skyviews Miami.

    Accessibilità · Bagno

    Bagno accessibile a Bayside Marketplace

    Durante la sosta ho utilizzato un bagno accessibile del centro commerciale.

    Una passeggiata serale su Ocean Drive

    Dopo essere passati dall’albergo, torniamo su Ocean Drive per una passeggiata serale, tra le facciate illuminate degli alberghi e i locali animati.

    Alberghi Art Déco illuminati da luci al neon azzurre e rosa, con le palme decorate da luci.
    Le facciate illuminate di Ocean Drive durante la passeggiata serale.
    La facciata di Casa Casuarina illuminata da una luce calda e rossa, di notte.
    Casa Casuarina illuminata di sera, lungo Ocean Drive.

    Verso l’estremità meridionale della via, in direzione di South Pointe Pier, ci fermiamo in una gelateria italiana per un maxi gelato.

    Una grande sfera luminosa dai riflessi rosa e iridescenti sospesa tra due edifici, sopra un vicolo con fili di luci.
    Una grande installazione luminosa tra gli edifici di Miami Beach.

    Poi facciamo una giratina nella zona del ponte, tra scorci sull’acqua e alti grattacieli illuminati. Le luci dei palazzi disegnano il profilo della città nella sera.

    Una passeggiata sul mare al crepuscolo, con le sagome delle palme e luci viola lungo il percorso.
    La passeggiata sul mare, tra palme e luci colorate.
    Le luci della città riflesse sull’acqua, viste da una passeggiata con colonne luminose colorate.
    Le luci di Miami viste dalla passeggiata affacciata sull’acqua.
    Alti grattacieli illuminati nella notte e una colonna luminosa arancione lungo la passeggiata.
    I grattacieli illuminati e i colori della sera a Miami.
    Palme illuminate dal basso davanti a un alto edificio, sotto un cielo blu scuro.
    Palme illuminate e un edificio affacciato sul mare durante la passeggiata serale a Miami.

    Giorno 4 Venerdì 24 aprileLe Florida Keys e il tramonto a Key West

    Il quarto giorno abbiamo dedicato l’intera giornata alle Florida Keys, raggiungendo Key West con la nostra macchina a noleggio e facendo varie soste lungo il percorso.

    Lasciata Miami, abbiamo imboccato la Overseas Highway, la strada che collega le isole attraverso una successione di ponti, con il mare che si apre ai lati. Il paesaggio cambia lentamente: la città lascia spazio alla vegetazione tropicale, ai piccoli porticcioli e alle mille sfumature dell’acqua.

    La strada vista dall’auto: un lungo ponte diritto con il mare turchese sui due lati, sotto un cielo nuvoloso.
    In viaggio sulla Overseas Highway, con il mare ai lati della strada.

    Attraversando Key Largo e proseguendo verso Islamorada, ci siamo immersi sempre di più nell’atmosfera delle Keys, tra palme, casette colorate e locali affacciati sul mare. Qui anche il tragitto diventa una parte bellissima della giornata.

    Da Robbie’s a dare da mangiare ai tarpon

    A Islamorada ci siamo fermati da Robbie’s, dove si può dare da mangiare ai tarpon, grandi pesci che si radunano nell’acqua accanto al pontile.

    Naturalmente abbiamo voluto provare anche noi! Si porge il pesce verso l’acqua e i tarpon si avvicinano, pronti a prenderlo con uno scatto improvviso. Vederli così vicini è davvero impressionante: un’esperienza particolare e divertente, che ha reso questa sosta uno dei momenti più memorabili della giornata.

    L’accompagnatore di Anna, in ginocchio sul pontile con un secchiello, tende il braccio verso l’acqua dove affiorano i tarpon.
    Da Robbie’s, sul pontile, mentre diamo da mangiare ai tarpon.
    Anna si sporge dal pontile con un pesciolino in mano; nell’acqua verde nuotano molti grandi tarpon.
    Anch’io provo a dare da mangiare ai tarpon dal pontile di Robbie’s.
    L’accompagnatore di Anna accovacciato accanto a un pellicano sul pontile di legno, sotto l’insegna «Robbie’s».
    Un incontro con un pellicano sul pontile di Robbie’s, a Islamorada.

    Anche l’ambiente ha il suo fascino, con i pontili in legno, le barche e quell’aria informale e tropicale che accompagna tutto il viaggio attraverso le Keys.

    Il vecchio ponte e il Seven Mile Bridge

    Ripresa la strada, abbiamo proseguito verso Marathon, fermandoci nella zona del vecchio Seven Mile Bridge.

    Qui si possono osservare il ponte storico e quello moderno, che attraversano un ampio tratto di mare collegando le isole. Il vecchio ponte conserva il ricordo della ferrovia che un tempo arrivava fino a Key West; accanto, il nuovo Seven Mile Bridge accompagna oggi il traffico della Overseas Highway.

    Due tronconi del vecchio ponte, interrotto nel mezzo, sopra il mare calmo.
    Un tratto interrotto del vecchio ponte, tra le acque delle Keys.

    È uno dei panorami più suggestivi del percorso: una lunga linea sospesa sull’acqua, con il mare tutt’intorno e l’orizzonte che sembra non finire mai.

    Il vecchio ponte su piloni che attraversa il mare turchese da un lato all’altro dell’immagine.
    Il vecchio ponte si allunga sul mare delle Florida Keys.

    L’arrivo a Key West e il parcheggio

    Continuando attraverso le Lower Keys, siamo arrivati finalmente a Key West, la nostra meta più lontana della giornata.

    Abbiamo lasciato la macchina all’Old Town Garage, il parcheggio della città, e da lì abbiamo proseguito verso il centro.

    Accessibilità · Bagno

    Nel parcheggio ho utilizzato il bagno, che ho trovato abbastanza accessibile.

    Il particolare cimitero di Key West

    Usciti dal parcheggio, lungo il percorso verso il centro siamo passati dal particolare cimitero di Key West.

    Tra vegetazione tropicale, piccoli mausolei e numerose tombe sopra il livello del terreno, questo luogo ha un aspetto diverso dai cimiteri a cui siamo abituati.

    Custodisce anche una curiosità: alcune lapidi riportano dediche insolite e persino ironiche, come «Ve l’avevo detto che ero malata» oppure «Sto solo riposando gli occhi». Piccole frasi che raccontano il carattere delle persone ricordate e lo spirito anticonformista dell’isola.

    Il pranzo tardivo all’Old Town Tavern

    Ci siamo fermati all’Old Town Tavern & Beer Garden, in Duval Street, quando ormai era piuttosto tardi: più che un pranzo, quasi una merenda!

    Il locale era uno di quelli che ci erano stati consigliati cercando un posto caratteristico dove mangiare a Key West. Un ambiente informale e particolare, con parti in legno e un cortile interno pieno di verde.

    Abbiamo mangiato tra palme e felci sospese, circondati da balconi bianchi, tavoli dall’aspetto vissuto e sedie colorate, con la musica ad accompagnare questa piacevole pausa. Un piccolo angolo tropicale dove fermarsi e godersi l’atmosfera dell’isola.

    La casa di Hemingway, purtroppo già chiusa

    Dopo aver mangiato siamo andati alla casa di Ernest Hemingway, oggi trasformata in museo.

    Da sapere prima di andare

    Ci sarebbe piaciuto visitarla, ma purtroppo l’abbiamo trovata già chiusa: la casa museo chiude alle 17. Con il viaggio e le varie soste lungo le Keys, siamo arrivati troppo tardi. Una piccola delusione e un’informazione utile da ricordare quando si organizza la giornata.

    Il Southernmost Point e la passeggiata in centro

    Tra le tappe della nostra visita c’è stato anche il Southernmost Point, uno dei simboli più famosi di Key West: il grande cippo colorato a forma di boa, con la scritta «90 Miles to Cuba», che ricorda quanto Cuba sia vicina, appena 90 miglia.

    Anna, sulla sua carrozzina, e il suo accompagnatore accanto al grande cippo rosso, nero e giallo del Southernmost Point.
    Insieme al Southernmost Point, uno dei simboli di Key West.
    L’accompagnatore di Anna in piedi accanto al cippo a forma di boa con la scritta «90 Miles to Cuba».
    Una foto ricordo accanto al celebre cippo «90 Miles to Cuba».

    Abbiamo poi passeggiato nell’animato centro, tra case in legno dai colori chiari, verande, negozi, bar e locali pieni di musica.

    Key West ha un’atmosfera tutta sua: vivace, informale e rilassata, con un’impronta americana che si mescola a un’aria caraibica. Ci siamo goduti la passeggiata osservando gli edifici e i piccoli dettagli lungo le strade, prima di raggiungere la piazza sul mare.

    Una casa in legno verde chiaro dietro una staccionata bianca, circondata da palme e piante tropicali.
    Una casa in legno tra palme e staccionate bianche, durante la passeggiata a Key West.
    Una grande casa bianca con verande su due piani, illuminata al crepuscolo dietro un giardino.
    Una caratteristica casa di Key West, illuminata nella sera.

    Il famoso tramonto a Mallory Square

    Ci siamo infine diretti a Mallory Square, dove ci si ritrova per ammirare il celebre tramonto di Key West.

    Abbiamo aspettato che il sole scendesse verso l’orizzonte, mentre il cielo e l’acqua si tingevano di colori sempre più caldi. Dopo le soste e le scoperte della giornata, ci siamo fermati a goderci questo spettacolo: un momento bellissimo con cui salutare l’isola.

    L’accompagnatore di Anna sotto l’arco d’ingresso con la scritta «Welcome to Mallory Square».
    All’ingresso di Mallory Square, prima di ammirare il tramonto.
    La sagoma scura di un veliero sull’acqua, con il sole basso e il cielo arancione.
    Una barca a vela davanti ai colori del tramonto di Key West.
    Il sole che tramonta dietro le sagome delle palme, sotto un cielo arancione.
    Il sole tra le palme, nell’atmosfera dorata del tramonto a Key West.

    Il ritorno verso Miami

    Dopo il tramonto siamo tornati all’Old Town Garage per riprendere la macchina.

    Accessibilità · Bagno

    Prima di ripartire siamo tornati al bagno del parcheggio, che avevo trovato abbastanza accessibile e che ho utilizzato nuovamente.

    Abbiamo quindi ripreso la strada verso Miami, attraversando ancora una volta le isole e i ponti della Overseas Highway.

    Siamo rientrati tardissimo, stanchi ma felici, con negli occhi i panorami delle Keys e i colori del tramonto di Key West.

    Giorno 5 Sabato 25 aprileDa Miami alla MSC World America

    Il quinto giorno abbiamo salutato Miami per iniziare una nuova parte della nostra vacanza: la crociera sulla MSC World America.

    Da sapere prima di andare

    Abbiamo riconsegnato la macchina a noleggio in centro e poi preso il taxi che avevamo prenotato per raggiungere il porto di Miami, organizzandoci per arrivare con largo anticipo.

    Una scelta che si è rivelata davvero azzeccata: il porto era trafficatissimo! Tra taxi, auto, navette e passeggeri con le valigie, il movimento era continuo.

    Quel giorno, infatti, oltre alla nostra MSC World America, capace di ospitare fino a 6.764 passeggeri, doveva salpare anche la Icon of the Seas di Royal Caribbean, celebre per essere entrata in servizio come la nave da crociera più grande del mondo, con una capienza massima di 7.600 passeggeri.

    Due vere città galleggianti: pensando alle loro dimensioni, si capisce facilmente quanto potesse essere intenso il traffico nell’area del porto! Essere partiti per tempo ci ha permesso di affrontare il trasferimento con maggiore tranquillità.

    L’ingresso a bordo: siamo rimasti a bocca aperta

    Una volta entrati nella MSC World America, siamo rimasti a bocca aperta.

    Davanti a noi si apriva la World Galleria, un grande spazio interno disposto su più livelli, con bar, negozi e affacci dei ponti superiori: sembrava di essere entrati in un elegante palazzo sul mare.

    Alzando gli occhi, siamo rimasti incantati dall’enorme soffitto a LED, sul quale si susseguivano immagini del mare, con balene e tartarughe che nuotavano sopra di noi. Sembrava di trovarsi sott’acqua, con lo sguardo rivolto verso un oceano in movimento.

    Anna guarda in alto verso l’enorme soffitto a LED, che mostra un fondale marino blu con pesci e una tartaruga.
    Con lo sguardo rivolto al soffitto a LED della World Galleria.

    Le immagini, i colori e i giochi di luce rendevano l’ingresso ancora più spettacolare. Era soltanto il primo incontro con la nave, ma la meraviglia era già tanta: non vedevamo l’ora di scoprirla!

    Il primo giro e il panorama su Miami

    In attesa di poter entrare in cabina, abbiamo approfittato del tempo per fare un primo giro.

    Usciti sui ponti esterni, ci siamo trovati davanti a un bellissimo panorama su Miami: i grattacieli, l’acqua della baia e il porto, osservati dall’alto, ci regalavano una prospettiva nuova sulla città che avevamo esplorato nei giorni precedenti.

    I grattacieli e la spiaggia di Miami Beach visti dall’alto della nave, con un motoscafo che lascia una scia bianca.
    Miami Beach vista dai ponti esterni della MSC World America.
    Il profilo dei grattacieli di Miami Beach oltre il canale, con le scie delle barche sull’acqua turchese.
    Il profilo di Miami Beach e le scie delle barche sull’acqua.
    La lunga spiaggia di South Beach affollata di ombrelloni, vista dall’alto, con gli edifici alle spalle.
    La spiaggia di South Beach e i suoi edifici, osservati dall’alto della nave.

    Ci siamo fermati a goderci la vista, mentre cominciavamo a prendere confidenza con quella che sarebbe stata la nostra casa durante la crociera.

    La cabina e il grandissimo balcone

    Quando siamo entrati in cabina, è stato un altro «wow!».

    La cabina era naturalmente accessibile, e a conquistarci è stato anche il grandissimo balcone: uno spazio bellissimo da cui affacciarsi sul mare e godersi il viaggio.

    Una cabina ampia con letto matrimoniale, spazio libero per muoversi e una grande porta finestra sul balcone.
    La nostra cabina accessibile.
    Un balcone largo con due lettini e due poltroncine, affacciato sul mare aperto.
    Il grandissimo balcone della nostra cabina, affacciato sul mare.

    Da sapere prima di andare

    La seduta della doccia non era comodissima e non aveva braccioli. In base alle proprie esigenze motorie e di sostegno, può essere utile chiedere al personale una sedia di plastica con braccioli adatta all’uso in doccia, verificandone la disponibilità e la stabilità. È un dettaglio da valutare secondo la propria situazione.

    Alla scoperta della nave

    Dopo l’esercitazione obbligatoria di sicurezza, siamo tornati a girare per la nave, curiosissimi di scoprirla.

    Tra gli spazi interni e i ponti esterni, ogni angolo ci invitava a proseguire. Le dimensioni erano sorprendenti e avevamo appena iniziato a orientarci: c’erano ancora tante cose da vedere!

    Poi è arrivato il momento della cena, che è stata piacevole e ci ha permesso di rilassarci, prima di proseguire la nostra prima serata a bordo.

    Una serata tra musica e luci

    Dopo cena siamo usciti nella World Promenade, la passeggiata esterna che per noi era il punto più bello della nave.

    Qui abbiamo assistito a uno spettacolo di suoni e luci: le grandi strutture a forma di palma si illuminavano e cambiavano colore a ritmo di musica, trasformando l’intero spazio in una scenografia luminosa.

    Le grandi strutture a forma di palma illuminate di rosso sopra la passeggiata, tra le file di balconi della nave.
    La World Promenade illuminata durante la nostra prima serata a bordo.
    La passeggiata vista da un ponte alto, di notte, illuminata da luci blu.
    La World Promenade vista dall’alto, tra giochi di luce e colori della sera.
    I balconi delle cabine affacciati sulla passeggiata, con luci verdi e viola nella notte.
    Un altro scorcio della World Promenade e delle sue luci serali.

    Con il mare intorno e lo spettacolo davanti a noi, ci siamo goduti questo ultimo momento di meraviglia della giornata. Dopo Miami e le Keys, la nostra avventura nei Caraibi era appena cominciata!

    Giorno 6 Domenica 26 aprileNavigazione e relax a bordo

    Il sesto giorno è stato interamente dedicato alla navigazione, un’occasione per goderci la MSC World America con calma, alternando il relax alla scoperta della nave.

    Per questa crociera avevamo scelto l’esperienza Aurea, che comprendeva diverse agevolazioni: l’accesso al solarium riservato sul ponte 20, al centro benessere senza costi aggiuntivi e la possibilità di cenare con orario libero, senza essere vincolati a un turno fisso. Una comodità che ci permetteva di organizzare le giornate secondo i nostri ritmi.

    La mattina nel solarium

    La mattina siamo andati nel nostro solarium riservato, sul ventesimo ponte, per concederci un po’ di relax.

    Anna in primo piano con un bicchiere in mano; alle sue spalle i lettini del solarium e il ponte della nave al sole.
    Un momento di relax nel solarium riservato sul ponte 20.

    Con il mare intorno e la nave in navigazione, ci siamo goduti questa prima giornata senza escursioni né trasferimenti: soltanto il piacere di stare a bordo e prenderci il nostro tempo.

    Il pranzo al buffet e la scoperta della nave

    Per pranzo siamo andati al buffet, poi abbiamo continuato i nostri giri alla scoperta della nave.

    Dopo la meraviglia del giorno dell’imbarco, cominciavamo a orientarci meglio, ma c’erano ancora tanti spazi da conoscere. Abbiamo approfittato della giornata di navigazione per esplorarli con calma, lasciandoci guidare dalla curiosità.

    Le attrazioni sui ponti più alti

    Durante i nostri giri siamo saliti anche nella zona delle attrazioni, sui ponti più alti della nave. Qui si trova The Harbour, uno spazio all’aperto che sembra un piccolo parco divertimenti sul mare, con scivoli acquatici, giochi e un percorso avventura sospeso tra corde e passerelle.

    A colpire più di tutto è la Cliffhanger, la grande altalena sul mare: i bracci portano le sedute oltre il bordo della nave, facendo dondolare chi sale a circa 50 metri sopra l’acqua. Già guardarla fa un certo effetto!

    In questa zona si trova anche l’ingresso del grande scivolo a spirale, che scende per ben undici ponti fino alla World Promenade. Tra queste attrazioni e il panorama sull’oceano, anche questa parte della nave ci ha lasciati a bocca aperta.

    Il percorso avventura con pali, corde e passerelle sospese sul ponte della nave, sotto un cielo azzurro.
    Il percorso avventura di The Harbour sui ponti più alti della nave.
    Il grande scivolo metallico a spirale che scende tra le due file di balconi della nave.
    Il grande scivolo a spirale visto dalla World Promenade.

    La cena e lo spettacolo serale

    La sera siamo andati a cena, approfittando della comodità dell’orario libero previsto dalla nostra esperienza Aurea.

    Dopo cena abbiamo assistito allo spettacolo serale, concludendo così una giornata trascorsa tra relax, mare e nuove scoperte a bordo.

    Giorno 7 Lunedì 27 aprileRoatán, tra panorami, bradipi e mare caraibico

    Il settimo giorno siamo sbarcati a Roatán, un’isola dell’Honduras affacciata sul Mar dei Caraibi.

    La grande scritta «Roatán» accanto a una piscina turchese; sullo sfondo la nave da crociera.
    Il terminal di Roatán, con la nostra nave attraccata alle spalle.
    Il porto visto dall’alto, con edifici dai tetti colorati sull’acqua e colline verdi alle spalle.
    Il porto e il paesaggio di Roatán tra mare e colline verdi.

    Avevamo prenotato tramite GetYourGuide un’escursione con Roatan Trips and Tours (RT&T), scegliendo una macchina privata con autista per visitare l’isola secondo i nostri ritmi. L’escursione comprendeva il prelievo e il rientro al terminal crociere, una sosta panoramica, la visita a un parco con animali e una pausa in spiaggia con sdraio incluso.

    Una sosta panoramica sull’isola

    Prima di raggiungere il parco degli animali, il nostro autista ci ha accompagnati in un punto panoramico, da cui si vedeva la MSC World America attraccata al porto.

    È stato bello osservare la nostra nave da lontano, inserita nel paesaggio dell’isola: una prospettiva diversa da quella a cui ci eravamo abituati a bordo.

    La grande nave bianca MSC World America attraccata al porto di Roatán, vista dall’alto tra la vegetazione; accanto, una seconda nave più piccola e, sullo sfondo, le colline verdi.
    La MSC World America vista dal punto panoramico di Roatán.

    La visita al parco dei bradipi

    La tappa successiva è stata il Manawakie Park, dove abbiamo visto pappagalli, bradipi e scimmie.

    Tra i colori dei pappagalli, i movimenti lenti dei bradipi e la vivacità delle scimmie, è stata una visita particolare e piacevole. Il momento più emozionante è stato poter abbracciare i bradipi: averli così vicini, con la loro espressione tranquilla, è un ricordo speciale della giornata.

    Anna ride con un pappagallo blu e giallo appoggiato sulla spalla.
    Da vicino con un pappagallo al Manawakie Park.
    L’accompagnatore di Anna sorride tenendo in braccio un bradipo.
    L’emozione di abbracciare un bradipo durante la visita al parco.
    Anna, seduta sulla sua carrozzina, ride mentre una scimmietta bianca e nera le sale sulle spalle, davanti all’insegna in legno «Manawakie Park».
    Un incontro ravvicinato con una scimmia al parco di Roatán.

    Da sapere prima di andare

    Il parco è accessibile, ma per raggiungere la zona degli animali bisogna superare una salita molto ripida. Il personale ci ha aiutati ad affrontare questo tratto, permettendoci di proseguire la visita.

    La sosta in spiaggia

    Dopo la visita al parco, ci siamo trasferiti nella spiaggia del Foster’s West Bay Resort.

    All’ingresso c’era un addetto che controllava gli accessi e ci ha fatto passare perché avevamo già prenotato. Abbiamo raggiunto un bel chiosco affacciato sul mare, subito davanti alla spiaggia e agli sdrai. L’utilizzo dello sdraio era incluso nella pausa spiaggia prevista dall’escursione.

    Qui ci siamo concessi una piacevole pausa con uno spuntino e un cocktail, godendoci il mare di Roatán, tra sabbia chiara, acqua turchese e vegetazione tropicale.

    Una barca ormeggiata accanto a un pontile, nell’acqua bassa e trasparente; sullo sfondo la spiaggia con le palme.
    Barche e acqua trasparente durante la nostra sosta a West Bay, Roatán.
    L’acqua turchese e trasparente della baia, con una barca dal tetto azzurro e la spiaggia alle spalle.
    Il mare caraibico e la spiaggia di West Bay.

    Accessibilità · Spiaggia

    La spiaggia era accessibile.

    Il rientro al terminal crociere

    Al termine della sosta, il nostro autista ci ha riaccompagnati al terminal crociere, come previsto dall’escursione, per tornare a bordo della MSC World America.

    L’accompagnatore di Anna disteso su un’amaca bianca sospesa sopra l’acqua di una piscina.
    Un momento di relax sull’amaca al porto di Roatán.

    Giorno 8 Martedì 28 aprileCosta Maya, tra Chacchoben e Mahahual

    L’ottavo giorno siamo sbarcati a Costa Maya, in Messico, per una giornata tra la storia della civiltà Maya e il mare caraibico.

    Avevamo prenotato un’escursione privata con auto e autista, che prevedeva la visita guidata al sito archeologico di Chacchoben e una sosta sulla spiaggia di Mahahual, con lo sdraio incluso.

    La prima tappa è stata Chacchoben, immerso nella vegetazione tropicale. Tra gli alberi emergono antiche piramidi e costruzioni in pietra: un ambiente suggestivo, che abbiamo scoperto grazie alle spiegazioni della nostra guida.

    La scritta «Chacchoben» a grandi lettere colorate davanti a una costruzione con il tetto di paglia.
    L’arrivo a Chacchoben, tra palme e colori.
    Una piramide maya a gradoni in pietra grigia, in una radura circondata dagli alberi.
    Una delle piramidi di Chacchoben, immersa nella vegetazione.

    La visita è stata molto interessante, anche se si svolgeva in inglese e non in italiano. Le spiegazioni ci hanno aiutati a comprendere meglio la storia del sito e della civiltà Maya.

    Anna e il suo accompagnatore sorridono in un selfie; alle loro spalle la piramide.
    Un ricordo insieme davanti alla piramide di Chacchoben.
    Una ripida scalinata di pietra scura che sale tra gli alberi.
    Una scalinata in pietra all’interno del sito di Chacchoben.
    Anna e il suo accompagnatore in un selfie sotto grandi alberi dalle radici pendenti.
    Tra i grandi alberi del sito archeologico di Chacchoben.

    Da sapere prima di andare

    Ho utilizzato il bagno del sito: era semplice e non adattato alle persone con disabilità, ma la carrozzina riusciva a entrare.

    Terminata la visita, il nostro autista ci ha accompagnati a Mahahual, dove abbiamo fatto la sosta in spiaggia presso il Maramao Beach Club, affacciato sul mare caraibico.

    Qui abbiamo fatto un pranzo leggero accompagnato da un cocktail, per poi concederci un po’ di relax davanti al mare, con lo sdraio compreso nell’escursione. I nostri ombrelloni erano le palme: ci siamo sistemati alla loro ombra, godendoci questa pausa caraibica.

    Le chiome di alcune palme da cocco viste dal basso, con le foglie verdi e dorate contro il cielo azzurro.
    I nostri ombrelloni erano le palme.
    Un artista con un grande copricapo di piume rosse e nere suona un tamburo sulla riva del mare.
    Un artista con un grande copricapo di piume sulla spiaggia di Mahahual.
    L’accompagnatore di Anna disteso nell’acqua bassa e trasparente vicino alla riva.
    Un momento di relax nell’acqua di Mahahual.
    Due cocktail su un tavolino azzurro all’ombra delle palme, con la spiaggia e il mare sullo sfondo.
    Un cocktail all’ombra delle palme, davanti al mare di Mahahual.

    Accessibilità · Spiaggia

    Il personale mi ha aiutata a raggiungere lo sdraio sulla spiaggia.

    Dopo una giornata piacevole tra storia e mare, siamo rientrati alla nave.

    Giorno 9 Mercoledì 29 aprileCozumel, tra cacao, tequila e mare turchese

    Il nono giorno della nostra vacanza la MSC World America ci ha portati a Cozumel, dove abbiamo partecipato all’escursione “Facile e accessibile: Cozumel”, acquistata direttamente con MSC, con un giro panoramico nel centro e due soste dedicate ai sapori e alle tradizioni messicane.

    La prima tappa è stata la Mayan Cacao Company, per scoprire il cacao e il suo legame con la civiltà maya. Per i Maya era un alimento prezioso, importante nella vita sociale e religiosa; i suoi semi venivano utilizzati anche come moneta.

    Una dimostrazione davanti a una parete gialla con la scritta «Mayan Cacao Company»: su un bancone, ciotole di semi e ingredienti.
    Alla scoperta del cacao e della sua lavorazione alla Mayan Cacao Company.
    Frutti del cacao aperti, ciotole di semi e fave tostate su un bancone di legno.
    Frutti del cacao, semi e ingredienti durante la visita.
    Una persona con grembiule nero e guanti macina il cacao su una pietra inclinata, davanti a una parete gialla; sul bancone, un cartello «Do not touch».
    La lavorazione del cacao sulla pietra durante la nostra visita.

    Durante la visita abbiamo degustato “l’oro dei Maya”, il cacao, e assaggiato il Chocolate Margarita, una specialità del luogo che unisce tequila e cioccolato: un incontro particolare tra due sapori simbolo del Messico.

    Anna sorride mentre assaggia il cacao da un piccolo cucchiaio.
    L’assaggio del cacao durante la nostra visita a Cozumel.
    Anna e il suo accompagnatore bevono con due cannucce dallo stesso bicchiere, davanti a un grande disco di pietra scolpita.
    Un ricordo insieme alla Mayan Cacao Company.

    L’escursione è proseguita verso Barriecito, dove abbiamo seguito una spiegazione molto interessante sulla tequila. Ci hanno raccontato il legame con l’agave, le fasi della produzione e le differenze tra le varie tipologie. Un’occasione per conoscere meglio questa bevanda e la tradizione che c’è dietro.

    Una decina di bottiglie di tequila di forme diverse su un tavolino rotondo con una tovaglia a fiori.
    Le bottiglie della degustazione di tequila a Barriecito.
    Una guida accanto a grandi pannelli dipinti con piante di agave; in primo piano una botte con alcune bottiglie.
    La spiegazione sull’agave e sulla produzione della tequila a Barriecito.
    La guida parla accanto a una botte con le bottiglie; alle sue spalle un grande pannello con i cuori dell’agave.
    Le spiegazioni della guida durante la visita dedicata alla tequila.
    Un’iguana dalla lunga coda a strisce distesa sul ramo di un albero.
    Un’iguana tra gli alberi durante la visita a Cozumel.
    Il primo piano di un’iguana grigio-verde con la cresta arancione, tra le foglie.
    L’iguana osservata da vicino.

    Prima di rientrare a bordo abbiamo fatto anche un giro orientativo nella zona del porto e sul lungomare di San Miguel de Cozumel, fermandoci a scattare alcune fotografie.

    Tra palme, negozi e palazzi affacciati sul mare, ci siamo goduti gli scorci della città. Vicino alla riva l’acqua era così trasparente da lasciare vedere il fondale roccioso, mentre più lontano assumeva tonalità turchesi e blu intenso.

    Il mare che passa dal turchese al blu intenso, con la città sulla linea dell’orizzonte e grandi nuvole bianche.
    Le sfumature turchesi del mare davanti al lungomare di Cozumel.
    Un palo con tante frecce colorate che indicano le distanze di città lontane, davanti a una palma.
    Indicazioni colorate tra le palme, durante la passeggiata a Cozumel.

    Dal lungomare abbiamo fotografato anche la nostra MSC World America, che vista da terra appariva ancora più imponente, con il mare turchese e il cielo attraversato da grandi nuvole bianche a farle da cornice.

    La grande nave da crociera bianca ormeggiata al largo, oltre l’acqua bassa e trasparente.
    La MSC World America vista dal lungomare di Cozumel.
    Un portale con due ante azzurre aperte e la scritta «Cozumel»: nel vano si vedono il mare e la nave.
    Una porta azzurra incornicia il mare e la nave a Cozumel.

    Accessibilità · Piscina della nave

    Siamo rientrati a bordo un po’ prima, quando la nave non era ancora affollata, e ne abbiamo approfittato per goderci la sua grande piscina accessibile. Bellissima! Un momento di relax che ha concluso nel migliore dei modi la nostra giornata a Cozumel.

    Anna nell’acqua della piscina, appoggiata al bordo, con il ponte della nave alle spalle.
    Un bagno nella piscina della MSC World America, al rientro da Cozumel.
    Anna immersa nell’acqua turchese della piscina, sotto un cielo con grandi nuvole.
    Il piacere di godersi la piscina accessibile della nave.
    Il sole rosso che scende sulla linea dell’orizzonte, sopra il mare.
    I colori del tramonto sul mare, osservato dalla nave.

    Giorno 10 Giovedì 30 aprileNavigazione, relax e White Party

    Il decimo giorno è stato dedicato alla navigazione, un’occasione per goderci la MSC World America e trascorrere una giornata di relax.

    Accessibilità · Centro benessere

    Dopo le belle esperienze delle escursioni, sempre un piacere per noi, abbiamo scoperto un altro lato della vita a bordo, concedendoci un po’ di tempo al centro benessere della nave, accessibile anche in carrozzina. Una pausa piacevole per dedicarci al nostro benessere e lasciarci coccolare.

    Una vasca idromassaggio illuminata di blu sotto un soffitto scuro punteggiato di piccole luci.
    Gli ambienti del centro benessere della MSC World America.

    La sera, invece, spazio alla festa con il White Party! Il bianco era il protagonista della serata, tra musica, divertimento e una vivace atmosfera di festa.

    Un palco con un grande schermo con la scritta «White Party» e tante persone vestite di bianco a bordo piscina.
    La serata del White Party a bordo della MSC World America.
    La piscina della nave illuminata di verde e viola, di notte, circondata da persone vestite di bianco.
    Musica e luci colorate intorno alla piscina durante il White Party.

    Una giornata con due ritmi diversi: prima la tranquillità del centro benessere, poi l’allegria della serata. Anche questo è il bello della crociera!

    Giorno 11 Venerdì 1° maggioOcean Cay, un ultimo bagno alle Bahamas

    L’undicesimo giorno ci ha regalato un’ultima giornata di mare a Ocean Cay MSC Marine Reserve, l’isola delle Bahamas riservata agli ospiti MSC. Spiagge di sabbia bianca, acqua turchese e un caratteristico faro: una cornice bellissima per concludere la nostra crociera.

    Abbiamo noleggiato un ombrellone e ci siamo sistemati sulla spiaggia per goderci il mare e un po’ di relax.

    L’isola vista dall’alto della nave: palme, vialetti, tetti bianchi e il mare turchese tutt’intorno.
    Ocean Cay vista dall’alto della nave, tra palme, spiagge e mare turchese.
    Un bagnino seduto su un’alta sedia bianca sotto un ombrellone rosso, davanti al mare calmo.
    La postazione del bagnino e il mare calmo di Ocean Cay.

    Accessibilità · Spiaggia

    Per me il momento più bello è stato poter fare il bagno grazie all’accessibilità della spiaggia. Abbiamo utilizzato una carrozzina da spiaggia, adatta a muoversi sulla sabbia, che mi ha permesso di raggiungere il mare e godermi l’acqua delle Bahamas.

    Sono queste le cose che fanno la differenza: poter vivere una spiaggia davvero, entrando in acqua e partecipando alla giornata.

    Una carrozzina da spiaggia con grandi ruote larghe color sabbia, ferma sulla spiaggia davanti a una torretta gialla e blu.
    La carrozzina da spiaggia con le grandi ruote adatte alla sabbia, a Ocean Cay.
    Anna nell’acqua turchese e calma, con il viso rivolto al sole; sullo sfondo la spiaggia bianca e le palme.
    Il piacere di fare il bagno nell’acqua turchese di Ocean Cay.
    Anna in acqua sorride e alza le braccia facendo il segno di vittoria con le due mani.
    Un momento felice nel mare delle Bahamas.

    A pranzo abbiamo mangiato sotto il nostro ombrellone, usufruendo della ristorazione MSC disponibile anche sull’isola. Una pausa piacevole, con il mare davanti e ancora un po’ di tempo per assaporare quella giornata.

    Poi abbiamo fatto un giro dell’isola fino al faro, uno dei simboli di Ocean Cay, ammirando altri scorci di spiaggia e le diverse sfumature del mare.

    Un faro a righe bianche e rosse sulla spiaggia; in primo piano una barchetta con la scritta «We love Ocean Cay».
    Il faro a righe rosse e bianche, simbolo di Ocean Cay.
    Una fila di casette in legno viola, rosa e gialle, tra le palme.
    Casette colorate e palme durante il giro di Ocean Cay.
    Anna e il suo accompagnatore sorridono in un selfie sulla spiaggia; alle loro spalle la nave da crociera.
    Un ricordo insieme a Ocean Cay, con la MSC World America sullo sfondo.

    Alla fine siamo rientrati a bordo a malincuore: era l’ultimo giorno della crociera e avremmo voluto trattenerci ancora un po’.

    Anna e il suo accompagnatore in un selfie davanti a una torretta azzurra con la scritta «Welcome to Ocean Cay».
    Insieme davanti alla torretta azzurra di Ocean Cay.
    La nave da crociera che svetta dietro le palme, in fondo a un vialetto.
    La nostra nave tra le palme di Ocean Cay, prima del rientro a bordo.
    Il faro visto dall’alto sul mare calmo, con il sole arancione basso sull’orizzonte.
    Il faro di Ocean Cay al tramonto, visto dalla nave.
    Il sole che tramonta sul mare e una lingua di spiaggia bianca con le palme, illuminate da riflessi dorati.
    Il tramonto su Ocean Cay, con il mare e la spiaggia illuminati dai riflessi dorati.

    Dopo tanti luoghi visitati ed esperienze diverse, ci portavamo a casa anche il ricordo di quel bagno alle Bahamas. Un bellissimo modo di salutare il viaggio.

    Giorno 12 Sabato 2 maggioRientro a Miami e saluto alla nostra vacanza

    Il dodicesimo giorno la MSC World America è arrivata a Miami: era il momento di salutare la nave e concludere la nostra crociera.

    Abbiamo fatto colazione a bordo e siamo sbarcati con calma. Non avevamo un orario di sbarco programmato, quindi potevamo scendere senza fretta, godendoci ancora gli ultimi momenti sulla nave.

    Per il rientro avevamo già organizzato il trasferimento dal porto all’aeroporto, dove ci attendeva il viaggio verso casa.

    Il viaggio di rientro si conclude in Italia domenica 3 maggio 2026.

    Si concludeva così la nostra fantastica vacanza, tra le giornate a Miami, le escursioni, il mare dei Caraibi e i momenti vissuti a bordo.

    Sono tornata a casa felice e soddisfatta di aver potuto fare un viaggio così importante, nonostante tutto. Un viaggio che desideravo e che ho potuto vivere davvero, con le mie ruote: visitando luoghi nuovi, facendo il bagno e portando a casa tanti bellissimi ricordi.

    È anche questo che voglio raccontare con “In viaggio sulle mie ruote”: la gioia di partire e scoprire, insieme a quelle informazioni sull’accessibilità che rendono possibile vivere le esperienze.

    Il mio «senza sorprese»

    Le informazioni da ricordare, raccolte qui per ritrovarle facilmente.

    Voti e note sull’accessibilità del viaggio a Miami e nei Caraibi
    VoceStelleDa sapere prima
    Spostamenti e percorsi nella città di Miami 5 su 5 L’auto a noleggio ci ha permesso di organizzare le escursioni secondo i nostri ritmi; per i trasferimenti tra carrozzina e sedile utilizzo la tavoletta. Parcheggi comodi, ma costosi, anche a Little Havana.
    Accessibilità dell’hotel Pestana 5 su 5 Personalmente verificati piattaforma elevatrice, WC adattato, doccia a filo pavimento e piscina con sedia sollevatore.
    Accessibilità dell’escursione alle Everglades 5 su 5 Shark Valley: tram con rampa e sistemazione della carrozzina fissata a bordo. Segnalare la carrozzina quando si prenota. La torre è raggiungibile tramite rampa, con una pendenza che può richiedere aiuto.
    Accessibilità delle Florida Keys 4 su 5 La giornata da Miami è lunga. La casa di Hemingway era già chiusa quando siamo arrivati: nel nostro racconto l’orario di chiusura è alle 17. All’Old Town Garage di Key West, bagno trovato abbastanza accessibile.
    Accessibilità di MSC World America 5 su 5 Cabina accessibile: la seduta della doccia non aveva braccioli. Piscina grande e centro benessere accessibili anche in carrozzina.
    Accessibilità delle altre escursioni 4 su 5 Roatán: una salita molto ripida per raggiungere gli animali, superata con l’aiuto del personale. Chacchoben: il bagno utilizzato non era adattato, anche se la carrozzina entrava. Ocean Cay: abbiamo raggiunto il mare con una carrozzina da spiaggia adatta alla sabbia.

    Informazioni da ricordare

    Il volo e gli ausili

    • Assistenza WCHC: nel nostro viaggio abbiamo richiesto assistenza completa fino al posto in aereo. A bordo, la sedia a ruote permette di essere accompagnati alla toilette; il sollevamento e l’assistenza personale al suo interno richiedono un accompagnatore.
    • Triride e batteria: la batteria removibile del Triride va staccata e portata in cabina, perché non può viaggiare in stiva. Il Triride, senza batteria, viene sistemato nella stiva.
    • Etichette: identificare carrozzina, Triride, batteria e tavoletta di trasferimento con nome e recapiti.

    Miami e le Florida Keys

    • Auto a noleggio: per i trasferimenti tra carrozzina e sedile utilizzo la tavoletta. L’auto ci ha permesso di organizzare le escursioni secondo i nostri ritmi.
    • Parcheggi: comodi, ma costosi, anche a Little Havana. Il riconoscimento del contrassegno straniero per i posti riservati non comporta automaticamente la gratuità della sosta.
    • Pestana Miami South Beach: personalmente verificati piattaforma elevatrice, WC adattato, doccia a filo pavimento e piscina con sedia sollevatore.
    • Shark Valley: tram con rampa e sistemazione della carrozzina fissata a bordo. Segnalare la carrozzina quando si prenota. La torre è raggiungibile tramite rampa, con una pendenza che può richiedere aiuto. Non tutti i sentieri hanno le stesse caratteristiche di accessibilità.
    • Biglietti a Shark Valley: ingresso al parco e tram si pagano separatamente; l’ingresso si paga con carta.
    • Key West: la giornata da Miami è lunga. La casa di Hemingway era già chiusa quando siamo arrivati: nel nostro racconto l’orario di chiusura è alle 17.

    La nave e le escursioni

    • Porto di Miami: partire con largo anticipo per il trasferimento; nella nostra giornata d’imbarco il traffico era molto intenso.
    • Cabina accessibile: la seduta della doccia non aveva braccioli. Valutare il sostegno necessario e chiedere al personale la disponibilità di una sedia adatta, verificandone la stabilità.
    • Piscina grande e centro benessere: accessibili anche in carrozzina.
    • Vantaggi dell’esperienza Aurea: accesso al solarium riservato sul ponte 20, accesso al centro benessere senza costi aggiuntivi e cena con orario libero, senza un turno fisso.
    • Roatán: escursione privata con autista, prelievo e rientro al terminal. Per raggiungere gli animali c’era una salita molto ripida, superata con l’aiuto del personale. La spiaggia del Foster’s West Bay Resort era accessibile e lo sdraio incluso nella nostra escursione.
    • Chacchoben: guida in inglese; il bagno utilizzato non era adattato, anche se la carrozzina entrava.
    • Mahahual: al Maramao Beach Club il personale mi ha aiutata a raggiungere lo sdraio sulla spiaggia; lo sdraio era compreso nell’escursione.
    • Cozumel: abbiamo partecipato all’escursione “Facile e accessibile: Cozumel”, acquistata direttamente con MSC.
    • Ocean Cay: abbiamo raggiunto il mare con una carrozzina da spiaggia adatta alla sabbia; l’ombrellone è stato noleggiato.
    • Rientro: trasferimento dal porto all’aeroporto organizzato in anticipo.

    Bagni citati nel racconto

    • Aereo Giorno 1 Toilette raggiunta con la sedia di bordo e l’assistenza del personale.
    • Pestana Miami South Beach Giorno 1 Bagno accessibile della camera.
    • Shark Valley Visitor Center Giorno 3 Servizi igienici accessibili.
    • Bayside Marketplace Giorno 3 Bagno accessibile.
    • Old Town Garage, Key West Giorno 4 Bagno trovato abbastanza accessibile.
    • MSC World America Giorno 5 Bagno della cabina accessibile; seduta della doccia senza braccioli.
    • Chacchoben Giorno 8 Bagno non adattato, ma con spazio sufficiente per entrare con la carrozzina.

    Esperienza complessiva

    5 cuori su 5

    Esperienza vissuta dal 21 aprile al 3 maggio 2026. Le indicazioni di accessibilità raccontano ciò che ho trovato e utilizzato durante il nostro viaggio. Servizi, attrezzature, tariffe e condizioni possono cambiare: prima della partenza è utile verificare che rispondano alle proprie esigenze.